Come usare i Tarocchi senza rinunciare alla Religione

In questo video riprendo a rispondere alle vostre domande.

Manuela chiede: "Sono molto credente e mi hanno sempre detto che Dio e Arcani sono agli antipodi, io ho i Tarocchi di Marsiglia e il libro di Jodorowsky ma ho sempre la sensazione di andare contro tutto ciò in cui credo. Con le carte degli Angeli di Doreen Virtue non mi accade, ma adoro gli Arcani. 
Che cosa puoi dirmi?"





Cara Manuela, tu sei molto credente e questa è una cosa molto bella se è qualcosa che ti supporta, che ti dà forza, che ti fa stare bene.

Tutto quello che ci hanno detto, la nostra educazione che ci è arrivata dalla famiglia in primo luogo, dalla scuola e dalla società, è una forma di condizionamento, sono cose che gli altri ci dicono ma che non sempre corrispondono al nostro sentire, quindi arriva un certo punto della nostra vita in cui dobbiamo decidere che cosa tenere e cosa lasciare andare.


Questa operazione è rappresentata dalla carta dell'Arcano XIII in cui sono rappresentate delle teste coronate sul terreno, ai piedi dello scheletro vivissimo.
Quelle teste sono, secondo Jodorowsky, le opinioni e le idee dei nostri genitori che fino ad allora ci eravamo limitati a ripetere perché ci erano state trasmesse e credevamo fossero giuste e che decidiamo di tagliare perché riconosciamo che non ci appartengono, non erano veramente nostre.

Dobbiamo decidere cosa abbandonare di quello che ci è stato trasmesso ma anche inculcato.
Quando cresciamo dobbiamo avere la responsabilità di scegliere cosa fare della nostra vita, cosa tenere dei concetti che ci sono stati trasmessi e quali lasciare andare perché non li riconosciamo più, non appartengono più al nostro sentire, a quello che siamo diventate, a quello verso cui siamo chiamate, a quello che dobbiamo manifestare.

Questa incompatibilità ti è stata detta da qualcun altro, qualcuno che non vede di buon occhio gli Arcani, qualche intermediario, un portavoce, ma credo che Dio non abbia proprio nulla contro gli Arcani e  credo che tu preferisca ascoltare la tua di voce e preferisca scegliere che rapporto avere con Dio.

Accogli serenamente gli insegnamenti degli Arcani, non c'è motivo per cui il Divino debba essere contrario al fatto che usi uno strumento che è una guida per la tua anima.


Il mio è un approccio più di tipo psicologico, non sono una cartomante né un'indovina, uso le carte come uno strumento che chiarisce i segnali della mia anima.
E quindi quando faccio una domanda e vedo una carta ascolto dentro di me come sto rispondendo nella parte più profonda e quella carta mi dice come muovermi e credo che in questo non ci sia proprio nulla di male, nulla di blasfermo, anche se in passato sono state considerate tali perché ci sono altre persone che ti vogliono dire cosa fare della tua vita ma io penso che tu sia abbastanza grande per decidere autonomamente e indipendentemente cosa fare della tua vita.

Quindi procedi pure con i Tarocchi di Doreen Virtue se ti piacciono, ma non farlo per paura, non farlo solo perché lì sopra sono disegnati degli Angeli e in un certo senso sono più tranquilli, meno inquietanti e non vanno contro qualcosa
Non fare questa scelta per ripiego, scegli quello verso cui ti senti chiamata, perché se gli Arcani ti stanno chiamando è perché hanno qualcosa da dirti.


E' normale inizialmente provare anche un certo timore, una certa repulsione, un certo fastidio.
L'ho provato anche io all'inizio quando gli Arcani hanno iniziato a chiamarmi, perché avevo fatto tutt'altro, avevo studiato Economia, facevo cose "serie", mica queste cose dei Tarocchi, ma alla fine mi sono arrivati addosso.
Queste cose continuano a chiamarti finché non rispondi, quella cosa ti viene data e te ne devi occupare.

Da questa esperienza ho imparato a lasciare andare le resistenze, ad aprirmi con curiosità, quindi quando adesso arriva qualcosa di nuovo che mi incuriosisce, anziché chiudermi, anziché avere un atteggiamento critico o ostile, ho un atteggiamento di apertura e curiosità e dico: studiamo, vediamo cosa ha da raccontarmi, da insegnarmi, perché la mia anima sente un'affinità con questa cosa, perché è arrivata proprio adesso nella mia vita.

Poi ovviamente non mi metto lì a ragionarci sopra e a rispondere a tutti i perché, ma lo faccio accogliendo quella cosa, iniziando a interessarmente, iniziando a praticarla.
Bisogna passare da una chiusura mentale a un'apertura del fare, perché solo così scopriamo cosa dobbiamo fare della nostra vita, come dobbiamo manifestarci, come dobbiamo realizzare la nostra unicità.

E tu, quando arriva qualcosa di nuovo nella tua vita, come ti comporti? La accogli a braccia aperte o sei diffidente?
Raccontamelo nei commenti!

pubblicato il 30/03/2018

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